Dall'Unità d'Italia al XX secolo

Con l’avvento dell’Unità d’Italia, Conza visse la storia e le problematiche di tutti i centri interni del Meridione d’Italia; completamente sconvolta dalla triste realtà del brigantaggio.
Alla fine del XIX secolo la città conosce una timida espansione urbanistica che porta all’urbanizzazione della collina di Ronza, favorita anche dalla delocalizzazione del cimitero comunale.
Nel corso del XX secolo, fino agli inizi del 1960, le condizioni urbane e sociali rimangono statiche. Tra il 1961 e il 1965 alla costante lieve crescita demografica, determinata da un tasso di incremento positivo, sostenuto da un elevato tasso di natalità, fa riscontro un saldo migratorio negativo contenuto.
Il precipitoso calo che si registra fra il 1965 e il 1970 è un evento senza precedenti che interessa in modo particolare le classi di età bassa e quelle in cerca di prima occupazione. L’analisi della dinamica demografica degli anni ’70 rileva il profondo grado di crisi in cui si trova la struttura sociale di Conza nel 1980, con una popolazione residente pari a 1957 unità di cui circa 1400 residenti.