“Come la fenice, il favoloso uccello del mito, morto e rinato tante volte dalle sue ceneri, la comunità di Conza della Campania, l’antica Compsa degli Irpini e dei Romani, ha superato crisi e lutti, rinnovato speranze e rinvigorito radici nella sua lunghissima storia…”

Introduzione
Nel 1978 la Soprintendenza Archeologica di Salerno, Avellino e Benevento avviò un programma di ricognizione territoriale dei comuni irpini, allo scopo di redigere una Carta Archeologica utile alla programmazione degli interventi di tutela.
Agli scriventi fu pertanto affidato il compito di condurre le ricerche a Conza della Campania e nei comuni limitrofi. I lavori, iniziati nel settembre 1978, furono forzatamente interrotti nel novembre 1980. Nel corso di circa due anni, ricerche sistematiche e attività di scavo furono intraprese nei comuni di Conza e Morra De Sanctis, mentre per Torella dei Lombardi, Sant’Andrea di Conza e Nusco l’esplorazione era, nel 1980, solo agli inizi.
La ricerca iniziò dal comune di Conza per motivi contingenti: lavori in corso per la costruzione di una Diga sul fiume Ofanto rendevano necessaria la tempestive ricognizione delle aree a valle, destinate ad essere sommerse dall’invaso, tra le quali rientravano parti delle località Serro Renna, Sansano, Cortiglie, Cavallerizza, Cornaleta.
L’amministrazione comunale aveva inoltre già segnalato alla Soprintendenza il ritrovamento nel corso di interventi di riassetto viario, di reperti provenienti da contesti funerari ascrivibili alla Fossakultur di Oliveto-Cairano.
La ricognizione riguardò sia il contesto urbano che quello extraurbano e fu condotto secondo metodi ormai consolidati.
Per ciascun sito fu elaborata la documentazione nella seconda metà degli anni ‘70 volta alla ricognizione dell’ager cosanus; i materiali raccolti e le relative schede furono disperse dal sisma.
La documentazione è composta dalle seguenti sezioni:
a) Conza, l’area urbana;
b) Conza, il territorio comunale;
c) Conza, la necropoli di Fonnone;

L’impostazione del progetto per il “Restauro, riuso e valorizzazione del centro storico di Conza della Campania: Parco archeologico di Compsa”, parte dalla definizione di Parco Archeologico, come una struttura atta a valorizzare un’area limitata con presenze archeologiche di rilevante valore creata ed organizzata sia per la conservazione dei beni contenuti sia per la tutela del sito e del territorio con le sue principali caratteristiche storico-architettoniche-ambientali.
L’eccezionalità della situazione consiste nel fatto che, a Conza, l’Amministrazione Comunale ha ritenuto inopportuno riedificare in sito il nuovo centro abitato (visti anche i risultati delle perizie geotecniche effettuate sull’area), per il quale è stata scelta un’area pianeggiante, Piano delle Briglie, posta ad oltre un chilometro in direzione Sud-Ovest verso valle.
Tutto il centro storico è stato sottoposto a vincolo archeologico nel 1988, per la presenza dei resti di importanti complessi edilizi e strutture urbane di epoca romana e preromana, inglobati in strutture posteriori.