Etimologia di Conza

Si sono fatte varie ipotesi circa l’etimo della parola Conza, ma nessuno ha apportato delle ragioni convincenti.
-Il Bellabona ingenuamente scrisse: “La città arcivescovile di Conza fu chiamata anche Consa vel Cossa, non so se da qualche persona di questa famiglia nobilissima ed antichissima romana, per averle dato i primi edifici, essendo stata distrutta”. Per il Bellabona dunque Conza è di origine romana.
-Per il Luppoli, invece, il nome Compsa non è altro che il greco Kamyav che significa elegante, graziosa ed anche arguta, scaltra, maliziosa, accennando alla bellezza della città o alla scaltrezza e malizia degli abitanti: quindi per lui la città è di origine greca.
-Anche il Corcia attribuisce la fondazione di Conza alla colonia greca dei Calcidiesi, che dall’isola di Pithecusa o Aenaria (Ischia) era passata sul continente e vi aveva fondato Cuma, Nola, Avella, Avellino, Conza e qualche altra borgata, come narrano anche Stradone, Giustino, Silio Italico ed altri.
-Un’ultima ipotesi relativa all’etimo di Compsa attiene alla derivazione da Campsis, per apofonia Compsis, termine del gergo comune e marinaresco significante curvatura, svolta, punto intorno a cui avviene un cambio di rot¬ta o di direzione. Questa funzione poteva svolgere la collina di Compsa all’al¬tezza della quale, i popoli provenienti da N. E. lungo la valle dell’Ofanto deviavano verso S. O. per la valle del Sele.

Conza ebbe, senza dubbio, umili principi, come tutte le città, ed i suoi primi abitatori dovettero essere poche famiglie radunate in gruppo e legate da parentela, che avevano le loro capanne sull’estesa pianura, non lontano dalle sorgenti di acqua potabile e dal corso dei fiumi, dove pascolavano il bestiame e attendevano all’agricoltura. Cresciuto il loro numero, cominciarono a pensare alla loro difesa, e si dovettero ricoverare sulla collina che divenne poi l’acropoli della città, il luogo di rifugio in tempo di guerra, il centro nel quale si celebravano solennità religiose, si facevano gli scambi di prodotti e si sbrigavano gli affari politici e giudiziari.

Per la sua posizione Conza, sia nell’antichità, sia nel Medioevo, fu una vera piazzaforte “propugnaculum firmissimum, munitissimumque castellum” come la chiama lo storico bizantino Agatia Scolastico. Essa, infatti, posta a cavaliere dell’alta valle dell’Ofanto, fra una corona di alture, sulle quali erano, vigili sentinelle, i castelli di Calitri, Cairano, Pescopagano, Castelnuovo di Conza, Viario, castello ora distrutto presso Teora, era una vera fortezza naturale e, costituendo il nodo delle vie provenienti dall’Apulia, lungo l’Ofanto, dalla Lucania, lungo il Sele, e da Benevento, lungo il Calore, fu per gli Irpini, per i Romani e poi per i Goti, i Greci e infine per i Longobardi un importante posto militare.
Ma come sono oscure le origini di Conza, nell’oscurità sono anche avvolti i primi secoli della sua storia: d’altra parte si può ben supporre che una città tanto importante non sia rimasta inerte nelle guerre combattute contro Roma dalle tribù sannitiche, delle quali seguì la sorte, e di cui si ritrova nobile testimonianza nelle fonti antiche.