Le Contee e i Gastaldati

Alla fine del XV secolo Conza conservava numerose memorie degli antichi splendori. La città che apparteneva ai Gesualdo con il titolo di Contea, era circondata da una potente cinta di mura e sulla sommità della collina sorgeva il castello, cioè il palazzo baronale. Dal Quattrocento in poi, Conza rimase una piccola cittadina governata da feudatari e decadde in età moderna anche a causa dei frequenti terremoti che ne decimarono la popolazione.
Alla fine del regno longobardo, Conza fu presa, come il resto dell’Italia Meridionale, dai Musulmani.
Nell’865 Conza fu assediata dai Saraceni che per 40 giorni cercarono di impadronirsi della città, ma trovandosi di fronte ad un popolo fiero e coraggioso, furono costretti ad allontanarsi vergognosamente. Dopo pochi anni di tranquillità vi fu il sopraggiungere dei Normanni che erano popolazioni scandinave che agli inizi del XI secolo si impadronirono dell’Italia Meridionale sotto il comando del loro re Roberto il Guiscardo. Nel 1096 vi fu anche la sottomissione di Conza, infatti dopo che i conzani avevano resistito per molti anni agli attacchi normanni, furono costretti ad essere conquistati e a subire l’aristocrazia guerriera e il turpe sistema sociale imposto dagli Scandinavi.
Conza, dopo essere stata un feudo degli Angioini, riuscì a liberarsi dal dominio normanno e a tornare sotto il potere dei Conti fino al 1806.
Dal dominio degli Angioini passò sotto quello dei Signori Balvano, poi dei Balso, dei Gesualdo, dei Ludovisi e dei Mirelli che detennero la feudalità fino alla sua abolizione (1806).