L'attività sismica

“Dell’antica e potente città di Conza non resisterebbe oggi, forse, neppure il nome, perché più volte abbattuta da disastrosi terremoti, se esso non fosse stato legato ai nomi immortali di Roma e della Chiesa cristiana cattolica”.

I paesi dell’Alta Irpinia per secoli sono stati colpiti da eventi sismici che hanno alterato e stratificato il tessuto urbano originario. Cosicché anche per Conza non si possono ignorare frequenti disastrosi terremoti subiti, che, oltre a determinare trasformazioni nell’aspetto d’insieme del paese, finirono col ridurne sempre più la popolazione, causandone anche il frazionamento e la dispersione, tanto da dar vita a numerosi altri centri nella zona.
Tra gli innumerevoli terremoti che hanno sconvolto il tessuto urbano e il contesto civile di Conza se ne ricordano alcuni di notevole gravità:
1)il primo violentissimo terremoto, valutato sulla base degli effetti riferiti dalle fonti al IX-X grado della scala Mercalli, avvenne il 25 ottobre del 990 che distrusse il paese per metà, seppellendo sotto le macerie anche il Vescovo e sommergendo interamente la collinetta di Ronza dove era edificato il cimitero. A proposito di questo terremoto vi è una famosa citazione che preannunciava il lento ma deciso declino di Conza:<<restò per metà adeguata al suolo, né da quel tempo è più risorta>>;
2)nel 1348 un altro sisma di ingentissima potenza colpì Conza che, allora, non se ne ricordava altro “a tempore creationis”;
3)un altro disastroso terremoto, oltre a quello del 14 gennaio del 1466, che pure produsse molti danni, avvenne l’8 settembre del 1694 dove morirono circa 200 persone e molti edifici con la Cattedrale furono diroccati;
4)Ed ancora più gravi danni apportò a Conza il terremoto del 29 novembre 1732. Fu addirittura rasa al suolo la Cattedrale e trovarono la morte 65 persone fra le quali il prete di allora Don Lorenzo Carlucci che si apprestava celebrare la messa. Questo evento sismico causò in Irpinia circa 20000 vittime;
5)Il Terremoto del giugno 1910 e quello del luglio 1930 provocarono invece solo gravi danni;
6)L’ultimo disastroso terremoto avvenuto nel nostro paese è quello del 23 novembre del 1980 che distrusse l’intero paese sulla collina e causò la morte di 184 persone. Le sue scosse sono state comparate, per violenza ed effetti sulle strutture, con il terremoto che colpì Pompei nel 62 d.C.
L’intensità macrosismica rilevata a Conza della Campania è stata riferita al X grado, al pari cioè dei paesi più distrutti situati nella zona epicentrale (che gli strumenti hanno localizzato nei pressi di Laviano) nonostante Conza si trovi a circa 10 km di distanza dall’epicentro stesso. A un grado di danneggiamento così severo hanno concorso sia fattori strutturali, sia cause di natura geologico-fondazionale.
In merito al primo punto c’è da osservare che le strutture costituenti l’abitato erano:
ØIn muratura scarsamente legata (case più vecchie);
ØIn blocchi di calcestruzzo a volte legati con cordolatura orizzontali;
ØIn cemento armato.
Tutte queste strutture non erano adatte a sopportare simili sollecitazioni sismiche, anche quelle in cemento armato che non erano state progettate per resistere ad azioni orizzontali (Conza all’epoca non era inclusa nell’elenco delle aree sismiche).
Lo stato degli edifici non è sufficiente a spiegare la distribuzione dei danni in tutti i suoi aspetti, in quanto la parte alta del paese risulta mediamente più danneggiata della parte bassa fondata su argille.

In seguito a questi terremoti di 1700 fuochi che si contavano (8500 ab. = 5 persone per ogni fuoco) ne rimasero 260 (1300ab.).
Conza, insieme ad altri cen¬tri limitrofi, quali Castelnuovo e S. Angelo dei Lombardi, è stata oggetto di studi sull'edilizia storica, analizzando in particolare gli effetti distruttivi dei movimenti tellurici sulle costruzioni antiche e recenti.